FORTISSIMA'S BIRTHDAY

Raccontato martedì, 22 luglio 2008

Anche quest'anno il fortissimo ha deciso di farsi venire il mal di testa inventandosi un fortissimo regalo che riesca a far sognare la fortissima almeno quanto lo scorso! (qui ci vorrebbe un link con "noi voliamo" che però io non so fare!)

La selezione sta per terminare...cosa sarà mai?!?  

(da lunedì 28 gli indizi...collegatevi spesso!)


categorie: compleanni, fortissimo

ilfortissimo @ 17:36 | commenti: commenti (2)(popup)

OSPITI DI UN SOGNO

Raccontato lunedì, 21 luglio 2008

20.07.2008

Image Hosted by ImageShack.usE' che tra una caminata e la piscina preferiamo le farfalle al cloro. E poi il sole l'avevamo già preso sabato pomeriggio alla spiaggetta di Carate. Quella sotto la Chiesa. Dove i popi impareranno a domare le canoe. La mattina presto, un pò rintronati dalle poche ore di sonno, i fortissimi si aggregano agli amichetti per una gita al buio. Si va ad Alagna, in Valsesia. Il viaggio è lungo ma solo al ritorno sapremo quanto ne è valsa la pena. Max compra il pane fresco alla bottega e lo porta con se. Chissà poi perchè se poi mangeremo al rifugio. No, non è proprio un rifugio. No, non è che ci sia un vero e proprio menu. Il sentiero è il n. 9, frazione Ronco (1254 mt slm). Si parte da qui. L'arrivo è oltre i 2000 mt. Faccio fatica. Arranco. La forza di volontà viene in mio soccorso. Una, due, tre volte. Dopodichè ci vuole la cioccolata. Guadiamo il ruscello. Ci rinfreschiamo. Peccato che è nuvolo se no si vedevano i ghiacciai sul Monte Rosa. Una farfallina arancione su un fiorellino blu. Mettiti la crema solare se no ti bruci il nasino. No, mi fa fastidio. Il guppo procede talvolta compatto, talvota a fisarmonica. Sono due ore e mezza per 840 mt di dislivello. L'importante è mantenere la lucidità. Pianino pianino, sincronizza i passi col respiro e sarai su senza rendertene conto. Il mio Supereroe mi sta davanti, così è più facile seguire la scia. Mi porge l'acqua di tanto in tanto. Siamo al bivio. A destra, per di qua. Respira profondo. Fatica. Fatica. Image Hosted by ImageShack.us
Spiana, il sentiero si semplifica in un grande prato. Inciso nel legno, un cartello dice: "qui siete dove le acquile imparano a volare col vento e i sogni a cavalcare le stelle" e all'improvviso ho fame. Tutt'intorno alla collina, segui il sentiero e sarai ospite di un sogno. Il padrone di casa è Giuseppe. Giuseppe quando aveva 26 anni ha girato in tenda tutte le Alpi per due anni e mezzo, con l'album delle figurine di Heidi nel cuore. Le ha girate tutte per scegliere il suo posto nel mondo. E si è fermato qui. Davanti alla catena del Monte Rosa. Ha comprato un rudere e ne ha fatto la sua casa. Ha portato su a spalla tutto quello che poteva. L'elicottero gli ha messo giù la trave portante direttamente al suo posto sul tetto. Ed è rimasto lì. Il perito della banca è perito prima di arrivare su. Quando ha bisogno di soldi scende a valle e lavora come artigiano. Ma è residente lì, in via Dove le acquile imparano a volare, Alagna Valsesia (VC). Sattal vuol dire sella perchè la baita è in sella al monte. L'Alpe Sattal è il suo sogno che ha cavalcato le stelle fino all'alba. L'alba la vede tutte le mattine, riflessa sulle montagne direttamente dalla finestra ai piedi del suo letto. Giuseppe ci fa la polenta e salsiccia. Affetta il pane fresco di Max e lo mette in tavola. Giuseppe sa il fatto suo. Ci incanta con i suoi giochetti con le carte e con le sue frasi incise nel legno. E' un filosofo. Un quadretto a punto croce recita: "Non è mai troppo ardua la via verso la casa di un amico". Chissà chi glielo ha regalato. Image Hosted by ImageShack.us
D'inverno quando nevica punta la sveglia ogni due ore per spalare la neve davanti la porta di casa. Altrimenti rimarrebbe bloccato. L'anno scorso è stato male di cuore e rendendosi conto che era grave è sceso a piedi da solo a valle. Ha detto che mentre scendeva ha pensato che se fosse morto non gli sarebbe importato. Nella vita ha sempre fatto ciò che voleva davvero fare. Ci ha porto il suo quaderno dei pensieri. (Come il Muccia! *____*) Chi passa di lì lascia un pensiero. Per sederti sul suo letto devi avere dei pensieri buoni perchè "quello è un angolo fatto di sogni, gnomi e fate" e se non hai dei pensieri buoni non si può. In poche ore ci siamo disintossicati con gli zuccherini alla grappa di anice, abbiamo riso, ci siamo scaldati, abbiamo riflettuto, ci siamo commossi. Sulla via del ritorno, sotto la pioggia, sotto il temporale, con le alborelle nelle Chicco, non mi importava di morire. Io avevo tra le mani il nostro sogno. Che se tanto è lo stesso del fortissimo ne basta uno solo. Da tenere stretto stretto. Fino all'alba.

categorie: gite, chicco

lafortissima @ 10:35 | commenti: commenti (popup)

CAMPIONE DI FUOCHI

Raccontato lunedì, 21 luglio 2008

19.07.2008

Nella testa la proposta del Vicino. Negli occhi la visione di due Vite. Tra le mani una decisione da prendere. Nelle vene la voglia di scegliere. Nel cuore la certezza di noi. Seduti sul molo di Campione d'Italia, il nostro posto in prima fila. Proprio di fronte alle piattaforme. Si spengono le luci. Tacciono le voci. Si spegne anche la segaletica delle barche; quella verde di sinistra e quella rossa di destra. E' buio. C'è solo la Luna che si riflette sul lago. Quella di Carate Urio di più.
Sono i mondiali di Fuochi d'Artificio. Parte la musica, inizia il Gran Galà Pirotecnico. Prima la Cina, poi l'Italia, poi il Canada e poi ancora l'Italia per il Gran Finale. Che i fuochi d'artificio in perfetta sincronia con il Can Can non li avevo mica mai visti. Provate a immaginare. Ecco, proprio così.
L'anno prossimo parcheggiamo a casa della signora che con il cancello aperto, affacciata al balcone gridava: "avanti c'è posto, mi faccia una cortesia.. glielo dica anche a quella macchiana là che ce ne stanno ancora due" o____O Poi dicono che gli svizzeri sono scortesi. Ma infatti a Campione d'Italia sono italiani.
L'anno prossimo ci portiamo il tavolino e le sedie da campeggio e apparecchiamo in mezzo alla strada come quei signori con tanto di crodino e salamino che alle 20:00 già stavano facendo l'aperitivo in cima al monte vicino al parcheggio. E quando siamo tornati alla macchina, intorno a mezzanotte, erano ancora al caffè. Poi dicono dei Calabresi. Ma forse lo erano. Anzi sicuro. Al massimo sicialiani.


categorie: gite

lafortissima @ 10:32 | commenti: commenti (popup)

SETTEMBRE COL BENE CHE TI VOGLIO.

Raccontato giovedì, 17 luglio 2008

E' che non vediamo l'ora. 31+7+7+1 = 46 giorni ancora.. auf.

 


categorie: vacanze

lafortissima @ 16:07 | commenti: commenti (popup)

ACQUARIO DI GENOVA

Raccontato lunedì, 14 luglio 2008

13.07.2008

13072008159

Se il Sole non va dai fortissimi, sono i fortissimi che vanno al Sole. E a Genova c'era. Ecco. Quale occasione migliore per utilizzare i due biglietti OmaggioUnBrioche per l'Acquario di Genova che la fortissima aveva preso più di un anno orsono con i punti Esselunga più un piccolo contributo in danaro andando così in rosso sul conto corrente solo perchè anche lei voleva organizzare una gita anche se povera? A pensarci c'è da sbrilluccicarsi. Comunque. Ci si è alzati con comodo e con comodo abbiamo fatto colazione dal Sisso. Brioche, cappuccio, giornale e poi via verso un'altra avventura! E non fa niente se non ci hanno voluto far fare l'integrazione per la Foresta dei Colibrì. Tanto noi ci torneremo con i Popi e con il Nipotino che ormai sarà già grande ma speriamo non troppo. Abbiamo visto le foche che si facevano gli scherzi e si grattavano il popò. Abbiamo visto i delfini, i pinguini, nemo e tutti gli altri pesci più strani del mondo. Abbiamo accarezzato le razze, visto le rane pomodoro, i camaleonti e i gechi del Madagascar. Le tartarughe e le testuggini. Con un pò di amarezza ho ammitato entusiasta i delfini pensando che dovrebbero avere tutto il mare a disposizione e che non è giusto. C'è scritto che sono animali recuperati da traffici illeciti o recuperati da allevamenti illegali e che quindi difficilmente si riadatterebbero al loro ambiente naturale. Ma mi faceva tristezza lo stesso. Ma poi ho riguardato bene, l'intelligenza nei loro occhi, il modo di osservarci e di comunicare tra di loro. E forse, quelli nell'acquario, eravamo noi.
Dopo la focaccia genovese la tappa successiva è stato il mare. Non si può venire fino a Genova e non andare al mare. Veramente la Teoria della Partenza Intelligente avrebbe suggerito tutt'altro ma a Cogoleto a fare un giro ci siamo andati lo stesso. Il profumo del mare non ha prezzo. L'odore di cozza, gli oleandri, le fontanelle a bordo lido per lavare i piedi, le canne da pesca fra gli scogli e i vecchietti seduti a leggere sulle panchine. Che voglia di vacanza. Tutto il resto è il tempo di una coda. Che non è stata poi così lunga.
Per me che non ho guidato;)


categorie: gite

lafortissima @ 14:52 | commenti: commenti (2)(popup)



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